IL VIAGGIO INIZIATICO

Sentii parlare di Aceto Balsamico Tradizionale quando mi trasferii a Modena nel 2000. La mia conoscenza rimase però limitata ancora per un po’ di tempo a diversi assaggi di aceti (tanto eccelsi quanto rari e antichi) e all’imparare la teoria - ossia della necessità di tenere l’aceto in sequenze di botti di dimensioni e legni particolari, il cui contenuto viene travasato di anno in anno secondo un preciso disciplinare di secolare tradizione.

Ma anche mille assaggi del miglior Aceto Balsamico Tradizionale non potranno mai, da soli, sopperire alla comprensione che si genera dalla visita ad una acetaia. E il mio viaggio iniziatico alla scoperta di una conoscenza più profonda e allo sbocciare di una passione vera avvenne all'Acetaia del Cristo!

In un edificio grande ma che sembrava piccolo a fronte della miriade impressionante di scure quanto linde botti, imparai a camminare, quasi in punta di piedi, tra le file ordinate accarezzando il legno e i cerchi di ferro dei tini. Perché per capire non sempre basta vedere, a volte bisogna anche poter toccare. O così, almeno fino a quel momento, pensavo…

Ma l’iniziazione attraverso quei legni diversi, impregnati e trasudanti doveva ancora giungere al suo culmine… che avvenne d’improvviso, di sorpresa, quando venni invitata ad annusare una botte aperta. Fu come se mi avessero tuffata e fatta di nuovo riemergere, stordita, senza fiato, incredula quanto appagata, dalle profondità balsamiche dell’aceto.

Ci sono esperienze che non si dimenticano e il mio legame personale con l’Aceto Balsamico Tradizionale venne tenuto a battesimo proprio quel giorno! E fu così che nacque il desiderio di possedere a mia volta una batteria che l’Amico Gilberto Barbieri de l'Acetaia del Cristo mi aiuta ad accudire da anni.

Perché anche le piccole acetaie di Famiglia hanno il loro fascino da vivere e da raccontare ma questa é, ancora, un’altra storia!!!

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Scrissi questo post nel 2012, poco dopo il terribile terremoto che aveva colpito pesantemente la nostra zona. In attesa che la ristrutturazione de l'Oasi La Martina finisse e che potessero avverarsi le condizioni giuste per il cambio di residenza, a quel tempo avevo "parcheggiato" la mia acetaia, che mi ero regalata nel 2002 per i miei (primi) 40 anni mentre ancora vivevo a Modena, proprio da Gilberto. Dopo mille peripezie, nel giugno 2016, la mia acetaia finalmente venne a casa ma l'anno successivo dovette fuggire insieme a me nella mia rocambolesca fuga per tornare nel 2018. Scherzosamente ho iniziato a chiamarla "l'acetaia pellegrina" ma spero che da adesso si possa entrambe invecchiare in santa pace e con meno traslochi!

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